The Way I Am Skilled

Oggi, ho davvero guardato dentro un’emulsione.

Anzi, era una sospensione.

Sono riuscito ad asportare 2 mL di surnatante senza quasi asportare precipitato, mandando in estasi la studentessa che invece fino a quel momento era riuscita solo a tirare su una brodaglia nera con la sua siringa.

In effetti, vedere la pipetta riempirsi lentamente di liquido limpido mentre sotto era tutto color pece, aveva qualcosa di magico.

Mi rattrista pensare che la mia abilità si riduce a questo e poco altro.

Life is not F4rmville

Un’altra giornata a girare in tondo sul lavoro, glissando sui compiti più seccanti.

Dovevo pagare l’affitto, cercare l’assegno, parlare con L. etc etc…

Non ho fatto niente di tutto questo.

Invece, mi sono immalinconito a rivangare quello che non è stato. A maledire di nuovo chi non mi ha aiutato quando poteva farlo.

Ho sogno di avere un orto, degli alberi, delle galline, delle caprette. Stare là, aspettare i fine settimana che la mia MarieQurie venga a trovarmi.

Raccogliere i pomodori, fare marmellate, prepararle le lasagne.

Inaggettivabile

C’è una parola, anzi un concetto, che mi sta appiccicato addosso in questi giorni. Una definizione imbarazzante e miserabile che mi sembra che riassuma tutto il mio modo di interagire col mondo esterno.

Mi sembra che mi si sia depositata in strati, perentoria, trasmigrante dal remoto passato al presente; che esca da tutti gli sguardi, benché tra loro indipendenti, che per tanto o poco tempo si sono posati su di me.

Non oserei usarla come insulto a nessuno, tanto meno a me stesso.

Non la pronuncerò qui. Forse, se faccio finta di niente se ne va.

Joy of Obeisance

Ho ricevuto la lettera di quelli delle tasse. Mi dicono che la documentazione che gli ho spedito per la verifica è sufficiente, ed è stata accettata.

Il sollievo sproporzionato che ho provato nel vedere approvata la mia risposta deriva evidentemente dal fatto che negli ultimi tempi non ne faccio una giusta.

Dal risotto all’organizzazione delle giornate, ai rapporti con le persone, niente sembra andare come atteso.

Anche riuscire a ottemperare diventa una conquista.

Jeunes espoirs

La mia coinquilina è una stagista francese, fisico da atleta e lunga chioma bionda.

Fuma in casa anche se è vietato dalla padrona di casa; lascia sempre piatti sporchi nell’acquaio. Non sa cucinare e lascia sempre le luci accese, anche in pieno giorno.

Mi sa che farà strada.

A tempo quasi scaduto

Sono tornato. C’è però un’atmosfera amara di provvisorietà e di parabola discendente, senza nessuna speranza o ambizione che prenda il suo posto.

Per esempio ho scoperto che non posso fare la tessera sanitaria, perché il tempo rimasto del mio contratto è inferiore a 6 mesi.

Un senso di dismissione, di stare abbassando le tapparelle e chiudendo la porta dietro di sè, per lasciare il posto a qualcun altro.

Un senso di avere sprecato tanto tempo, in un’inutile dibattersi in un caos interiore ineluttabile.

Un senso di dovere rimboccarsi le maniche e ricostruire tutto, contro forze ostili impari.

Vorrei combattere, ma quanto ci riuscirò?

Triste risveglio

A volte ci sono cose che pensi che non ti riguardino. Che non facciano parte del tuo piano di vita. Vai avanti cosi’ per anni, pensando ad altro, avendo altre urgenze, altri problemi da risolvere.

Poi un giorno ti rendi conto che non puoi averle mai piu’. Il tempo e’ scaduto.

E solo allora capisci quanto la tua esistenza e’ monca, disumana, deserta.
Sei un robot, una macchina, uno scheletro, un guscio vuoto.

E’ come se emergessi da un lungo sonno, per svegliarti nella morte invece che nella vita.