I Sacri Tesori del Giappone

 

Mi hanno finalmente consegnato il certificato penale giapponese. Sono stati puntuali, anzi anche una settimana in anticipo rispetto ai 2 mesi prospettati.

Ma sono dovuto andare di persona a ritirarlo al consolato, a Milano. 60 euro di treno e 1 giornata di viaggio. Non hanno voluto spedirlo nemmeno via corriere.

 

– Ekko ir suo cerutiphicato penale. Ma non lo può apurìre.

– Eh?

– Non può apurire la bussta. Soro il desutinatario, Ambasciata del Kanada, può apurire.

– Ma è un documento mio, che riguarda me. Che senso ha che non possa vederlo? Potrei essere sotto processo in Giappone e non saperlo?

– Se lei ha purocesso in Giappone, io penso che lei sa già.

– Va be’.

– Ha capito peruké non potevo consegnàrulo a un colliere? Se un àltoro apre, validità è sparito. Ha capito?

– Uhm.

Guardo questa busta marrone e penso al Sacro Specchio custodito nel Kotai-jingu di Ise, che tutto il Giappone venera ma nessuno ha mai visto né può vedere.