Ignizione

Ogni tanto torno qui e mi illudo di riattivare il blog. Tipicamente quando sta per finire l’anno. Ma che cosa dovrei scrivere di oggi?

Telefonata da papà. Pagare le tasse via computer. Gli amici che viaggiano per Capodanno: chi parte, chi arriva.

M. che non mi parla, se non per dirmi che da oggi mi parlerà ancora di meno.

Una tomba è questa casa. I termosifoni roventi. Il gelo e i gatti di fuori. Grattano sul vetro nuovo, miagolando supplici. Non li faccio entrare. Le regole sono regole.

A. che non mi parla più. Per l’ennesima volta ho pensato a che cosa scriverle. Ogni volta inizio il ragionamento, lo seguo, poi arrivo al punto che mi convinco che non servirà a niente scriverle. Metto tutto in un cassetto, fino alla prossima volta.

Ereditame

Rivedo in sogno i miei (ex) studenti. Scena realistica, entravo in classe. C’era Z., il bocciato number one della classe tremenda. Girava il banco e la sedia per darmi le spalle.Tutta la classe era seduta di spalle in segno di sfida. Io impotente nel cercare di arginare l’anarchia montante, rilevavo nuove facce sconosciute e sogghignanti sguardi d’intesa. Via via la babilonia si faceva più sinistra e allucinata.

Guano Apes, “Open Your Eyes”.

depressione e stress

Leggo che lo stress cronico causa depressione.

Interessante che la depressione venga definita non come tristezza, ma come “mancanza di avventurosità”: perdita di spirito vitale, voglia di fare. Atteggiamento letargico e paralizzante; distruttivo e autodistruttivo nei casi gravi.

Quindi, la vecchia obiezione “non sono depresso, sono triste a causa delle varie cose che mi succedono” andrebbe ripensata. Quello che una cura dovrebbe rimuovere non è il dolore o la tristezza, ma l’effetto paralizzante di questi sentimenti.

Lo stress cronico è causato dalle continue scadenze non rispettate. Dall’effetto inghiottitoio di qualsiasi incombenza. Dal tempo che non basta mai. Dal vedere tutti correre come dei treni mentre io sono fermo. Gli errori di distrazione disastrosi.

Rimuovere quindi lo stress cronico è il primo passo da fare.

Meteore

Una domenica di tempo uggioso.

Mi fa pensare a quanto ho sprecato anche quest’altra estate canadese, ormai quasi finita.
Quante cose avrei potuto fare, quanti posti avrei potuto visitare, di quante persone avrei potuto ascoltare la storia e le opinioni.
Non l’ho fatto per cattiva organizzazione, mancanza di volonta’, eccessivo senso del dovere. E tanto ritardo accumulato.
Si puo’ vivere cosi’, aspettando di trovare il tempo, forse “domani”?

L’eredità

Ieri la studentessa iraniana ha lasciato l’istituto e il suo capo. Tornerà a settembre in un’altra università e con un altro progetto.

Così si fa.

Quando il vino è cattivo, si butta.

è una delle mie frasi preferite. La cito sempre e non la metto mai in pratica.

Specchio specchio

il mio collega di ufficio, persona molto posata, educata e gentile,
dice che non cerca di diventare un prof universitario. Preferirebbe
un posto più prestigioso e meglio pagato in una company.

Mi sono stupito di scoprirlo tanto ambizioso. Poi ho capito qual è
il problema: sua moglie guadagna più del doppio di lui.

Io che una moglie non ce l’ho, posso anche volare basso.

The Salmon Race

Aggiornare il curriculum.

Scrivere la lettera di motivazione, ovvero comporre uno spot pubblicitario di sé stessi.

il guru senza cravatta ha ammonito: l’atteggiamento è tutto. Non le competenze. Tutti hanno competenze, ma quello che fa la differenza è l’atteggiamento.

E poi tra una frase e l’altra, le solite balle sul realizzare i propri sogni. Il sogno del guru senza cravatta è: trasformare la vita delle persone perché possano realizzare i propri sogni.

(sì, è un loop).

Quelli delle Risorse Umane ti scelgono perché hai l’ambizione. L’ambizione è quella che fa la differenza. C’è un posto nel mondo del lavoro per un competente senza ambizione? non in azienda, a sentire i guru.

Il dubbio da salmone mi si ripresenta: non starò di nuovo cercando di vivere la vita di qualcun altro?

LadyHawk

Ladyhawk vuole che ci “frequentiamo”.

Stiamo ai capi opposti del mondo, e non ci vediamo da 4 anni.

Mi scrive almeno 2 volte al giorno e si adombra se non rispondo. Adesso vuole anche il messaggino della buona notte.

C’è qualcosa che non quadra in tutto questo.

Forse, il fatto che io accetti.

The Way I Am Stoopid

E’ successo un’altra volta.

Lavorare per mesi su una cosa, che poi si rivela inutile quando è troppo tardi per rimediare.

Sempre così. SEMPRE.

 

SEMPRE.

 

Non penso? sì, penso. So quasi sempre i perché.

Penso, rifletto, considero, valuto. Mi vengono mille dubbi. I dubbi mi bloccano.

Alla fine, come i Troiani, faccio entrare il cavallo in città anche se so che ha nella pancia i nemici nascosti.

Perché lo faccio?

per sfinimento e disperazione? anche.

per non saper SCEGLIERE quali conseguenze affrontare. Tra i mille dubbi non so quale scegliere. Quindi ne accantono certi, e sono sempre quelli fondamentali.

perché non mi impunto su quei salutari dubbi. Li metto da parte, e agisco. Perché?

perché SUPPONGO. Do per scontate cose che scontate non lo sono. Creo problemi che non esistono, mi fascio la testa prima di averla rotta, ma non mi metto il casco.

perché non analizzo i dati con attenzione. non li sovrappongo.Faccio una valutazione solo QUALITATIVA.

 

questi ultimi 3 mesi che mi restano devono essere diversi.

Sennò sono finito per davvero.